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Ideologia e censura nella genetica comportamentale

 

del Prof. Glayde Whitney (ex presidente della Behavior Genetics Association Florida State University, Tallahassee, Florida)

Vol. 35, Mankind Quarterly, 06-01-1995, pp 327.

 

Traduzione italiana di Romeo Caudan

 

 

Qui é presentato l'intero testo del mio discorso alla Behavior Genetics Association (BGA) in occasione del 25 meeting annuale a Richmond, Virginia il 2 giugno 1995, dato che il giornale di genetica comportamentistica é l' organo ufficiale della BGA qualche spiegazione é dovuta sul perché il discorso presidenziale non sia lí pubblicata .

L' argomento principale del discorso erano i dogma ed i tabú che ostacolano il progresso della conoscenza nella scienza della genetica comportamentista.

 

La risposta al discorso é stata una tale parodia di correttezza politica che potrebbe sembrare che le due parti si siano messe d'accordo per dimostrare l'assurditá dei nostri tempi. Tristemente non cé alcuna collusione : sia gli autori che i detrattori sono sinceri.

 

Il discorso é stato presentato ad un rinfresco pomeridiano, il mattino dopo, al congresso dei dirigenti della BGA l' autore fu evitato da tutti, eccetto per una rapida sgridata e fu destinatario di insulti ed attacchi ad hominem. Il comitato dei dirigenti cercó in tutti i modi di distanziare sé stesso dal discorso incriminato.

L' editore di "Genetica Comportamentale" rifiutó di pubblicare il documento (contrariamente alla politica editoriale) ed il comitato dei dirigenti votó all' unanimitá una mozione di condanna ufficiale. Dopo il meeting iniziarono le richieste di dimissioni dalla BGA. Come affermato nella copertura stampa del fatto (Science, 1995) personale della BGA ed altri iniziarono a postare lettere di condanna nella messaggeria elettronica della BGA.

 

Gli autori di queste richieste sembravano avere perso, nella piú classica tradizione Lysenkoista le molte distinzioni tra organizzazioni scientifiche ed organizzazioni polico/religiose.

 

Le organizzazioni scientifiche sono composte da scienziati con alcuni interessi in comune, dove la scienza consiste di ipotesi alternative, la validitá delle quali é giudicata

dalla congruenza di dati osservabili. Come organizzazione scientifica la BGA, per statuto deve includere la promozione di studi scientifici, assistenza nella formazione di

ricercatori e la disseminazione della conoscenza. Da nessuna parte dello statuto della BGA esiste un credo od una lista di credenze necessarie.

 

D'altra parte, invece organizzazioni politico/religiose hanno, generalmente un credo ufficiale od un manifesto di partito cui i membri giurano fedeltá. Gli eretici che violano la fede sono generalmente isolati, espulsi o costretti a dimettersi. La scienza non ha eretici, e la scienza onesta non prospera in atmosfera di controllo inquisitivo. Un secolo fa Andrew White (1896/1965) scrisse un eccellente trattato storico sulla guerra tra scienza ed ideologia. Anche se il campo di battaglia cambia la guerra continua.

Sarebbe fuorviante dare l'impressione che l'autore sia solo, perso in un mare di condanne. Al contrario le lettere private di supporto ed incoraggiamento superarono di molto quelle di critica. Rivedendo questo tentativo di censura apprezzo molto gli editori del "Mankind Qarterly" per aver provveduto alla pubblicazione del discorso:

 

 

Venticinque anni di genetica comportamentale

 

Oggi i dati riguardo l'influenza genetica sul comportamento e sulle neuroscienze sono migliori ed in maggior quantitá che mai prima nella storia. Noi abbiamo un enorme beneficio dalla rivoluzione nelle tecniche di genetica molecolare (la nuova genetica). In25 anni la genetica comportamentale é diventata da quel piccolo campo al limite delle scienze sociali che era, ad essere riconosciuta un argomento centrale nella comprensione della condizione umana (Wiesel, 1994). Solo poche settimane fa "Science" notó che il nuovo direttore del NIMH dovrebbe essere qualcuno che apprezzi il ruolo della genetica nella salute mentale(Marshall, 1995).

 

Questo é un cambiamento stupefacente dai passati 25 anni quando il determinismo ambientale ancora regnava supremo.Noi siamo chiaramente entro un cambiamento di paradigma di dimensioni colossali, forse una nuova rivoluzione nella scienza e nella societá (Barker, 1985; 1992; Kuhn, 1970). Nel futuro potrá essere definita come la rivoluzione galtoniana, alla pari con quella copernicana. Questo cambiamento dimostra la natura di autocorrezione sul lungo termine della scienza: un' osservazione obiettiva del mondo reale, condotta con onestá ed interpretata senza pregiudizio ideologico porta inevitabilmente ad un progresso.

 

vorrei prendere qualche minuto per parlarvi di qualche ricordo personale e qualche opinione personale. Venticinque anni fa ricevetti il mio primo incarico full-time all' universitá. Questo fu dopo i giorni da studente in Minnesota, dopo il servizio militare ed un periodo di post-dottorato all' Universitá del Colorado. Alla Colorado l'istituto di genetica comportamentale era un posto stupendo. Gerry McClearn, John DeFries, con Jim Wilson erano in servizio. C'erano molti di studenti laureati e stimolanti : ricordo Tom Klein mentre studiava l'olfatto del topo e Boris Tabakoff studiando gli effetti dell' alcool. Doug Wahlsten ed io facevamo il post-dottorato assieme , Joe Hegmann aveva appena terminato e Carol Lynch era appena arrivata. Meravigliosi amici e colleghi, tutti loro. I giorni migliori in un ambiente stimolante.

Io venni assunto per rappresentare la genetica comportamentale nel programma di neuroscienze all' Universitá di stato della Florida. Un buon programma ma molto differente in orientamento. Non c'erano molti genetisti. Io ero appena entrato che uno dei ricercatori che da tempo portavano avanti il programma venne per una chiacchierata amichevole.

 

Come i gentili sudisti fanno di solito inizió una lunga discussione sul tempo,sugli alberi,sul traffico ed i bambini. Finalmente mi disse "Glayde, tu sai che sei stato assunto perché vogliamo far entrare la genetica nel nostro programma psicologico ma, come professore in un universitá del sud spero che avrai il buon senso da stare fuori dall' affare umanistico", "A causa della tua posizione tu non avresti credibilitá e nessuno di noi vuole affrontare critiche"!

Bene. Questo infatti corrispondeva ai miei piani. Io ero occupato ad allestire un laboratorio di sperimentazione sui topi e sicuramente avevo abbastanza buon senso da rimanere ben occupato dalla ricerca sui topi.

 

Per comprendere le preoccupazioni del mio mentore dobbiamo vedere i fatti nel loro contesto storico. Il 1970 fu un periodo interessante. Tallahssee, essendo una capitale statale con due universitá di stato aveva avuto la sua parte di dimostrazioni, disordini, incendi e saccheggi.É stato nel 1970 che i supporters delle pantere nere uccisero un giudice con la giuria, nel 1970 l' edificio di matematica subí un attentato dinamitardo al campus del Wisconsin, con la perdita di vite umane (Collier & Horowitz, 1995).

Fu anche nel 1970 che il nostro collega Arthur Jensen ricevette molte critiche (Pearson, 1991). Come tutti nella genetica comportamentistica sanno, Jensen pubblicó un documento di recensione molto interessante nel 1969 (Jensen, 1969). Interessante ma non rivoluzionario. Come studente all' Universitá del Minnesota io seguii un corso in psicologia differenziale con interessanti testi (Anastasi, 1958; Jenkins & Paterson, 1961) ed insegnanti come Lykken e Meehl. Noi considerammo cinquant'anni di dati e varie teorie interpretative. Jensen nel 1969 aveva pochi nuovi dati consistenti con quello che era noto prima. Non un grande risultato scientificamente, almeno non un grande risultato per uno studente di genetica comportamentale della Minnesota, ma, ovviamente un grande risultato in alcuni ambienti

Dopo i trascorsi venticinque anni é diventato ovvio che i peccati di Jensen furono e continuano ad essere a due facce. Primo, non rimase entro i confini del dogma regnante, e secondo violó un tabú.

 

Il dogma, naturalmente era quello del determinismo ambientale per tutti i tratti umani. Questo dogma si é rilassato negli anni recenti, almeno per le differenze individuali e almeno nell' ambiente scientifico. Ma il dogma non si é rilassato per le differenze tra gruppi etnici e non ha differenziato la politica dalla scienza. Gli attacchi a Jensen e, per estensione a tutta la genetica comportementistica umana sono chiaramente politici, ideologici e filosofici.

La negazione marxista-lysenkoista della genetica, l'enfasi sul determinismo ambientale per tutti gli aspetti del comportamento umano sono alla radice di questo (Davis, 1986; Medvedev, 1971; Pearson, 1991; Weiss, 1991). L' oppressione economica é alla radice di tutte le differenze tra gruppi etnici e nessuno puó osare dire nulla di diverso. L' invasione marxista del sentimento politico liberal di sinistra é stata cosí estensiva che la quasi tutti ci credono senza rendersene conto.

 

Mi hanno suggerito che dovrei riferirmi a questo come alla "marxite", all' infezione marxista delle idee.

Molti degli studiosi che soffrono di marxite non si rendono conto di essere infetti.

 

I sintomi di questa malattia mentale includono un pregiudizio intellettuale, una credenza del determinismo ambientale come causa accettabile di tutte le differenze di gruppo. Nei casi gravi include in inflessibile assolutismo intellettuale che ricorda gli studiosi del medioevo. É una malattia letale per la scienza onesta.

 

Una coppia di quote da eretici che hanno lasciato il movimento "l' utopianismo della sinistra é una religione secolare... Per quanto sordida possa essere la pratica del sinistrismo, difendere gli ideali di sinistra é per il vero credente equivalente a difendere gli ideali dell' umanitá stessa. La protezione della fede é dovere principale del credente radicale. Maggiori sono le prove CONTRO la fede e piú nobile diventa l' atto di credere"(Collier & Horowitz, 1995, p. 246).

Cé la "predisposizione a modificare la realtá per rendere il mondo corrispondente ad un' idea" (Collier & Horowitz, 1995, P. 37). Cé la "volontá di alterare i fatti per servire una grande veritá" (Collier & Horowitz, 1995, p. 37). E cosí é, naturalmente stato per molti critici della genetica comportamentale. Negli ultimi venticinque anni, come i dati scientifici si accumulano, come il paradigma cambiava la critica diventava via via piú aspra. Guidati dall'ideologia e non costretti a rispettare la realtá quando tutto il resto fallisce immancabilmente inizano a deformare la realtá ed a tentare di distruggere la reputazione personale degli "eretici".Puntualmente accusano le loro vittime degli stessi eccessi propagandistici che loro commettono

(Avery, et. el., 1994; Beardsley, 1995; Brimelow, 1994; Gould, 1994; Kamin, 1995; Lane, 1994; Miller, 1994; Murray, 1994; Weyher, Lynn, Pearson, & Vining, 1995).

Qualcuno di loro ha coniato il termine "Jensenismo" per chi rifiuta i dogmi marxisti (da Arthur Jensen). Ma per quanto posso dire io "Jensenismo" significa integritá scientifica, grande competenza tecnica ed oggettiva onestá.

 

Il primo peccato di Jensen é stato quello di avventurarsi al di fuori del dogma Marxista Sinistro-liberal del determinismo ambientale. Il suo secondo peccato era piú grave, violó un tabú:  citó la razza al di fuori del suo involucro "ambientale". Peter Brimelow (1995) ha suggerito che dalla fine della seconda guerra mondiale noi stiamo soffrendo quella che lui chiama "la vendetta postuma di Hitler sull' America" (Brimelow, 1995, p. 1). Questa vendetta postuma consiste nel fattoche l'elite intellettuale del mondo occidentale uscí dalla guerra "gravemente preoccupata di ripulire sé stessa da ogni macchia di razzismo o xenofobia(Brimelow, 1995, p. xv). Questa avversione al razzismo é andata cosí lontana che il concetto stesso di razza é stato frequentemente attaccato. I risultati sono spesso ridicoli: per esempio in recente articolo di "Science" ci viene detto che le razze non esistono, ma che é importante ribadire il concetto di preservare la diversitá genetica delle rimanenti popolazioni africane native, e che scienziati negri, in universitá negre devono essere sposorizzati per investigare sul genoma negro per trovare una cura alle malattie genetiche dei negri ! (Kahn, 1994). Le molte ed importanti differenze tra investigazione oggettiva delle differenze tra gruppi etnicie pregiudizi vengono perse in un'atmosfera politica dove la realtá oggettiva é sacrificata al credo politico.

 

Brimelow afferma che il termine "razzista" é cosí abusato che la nuova definizione potrebbe essere "chiunque vinca una discussione con un marxista-liberal" (Brimelow, 1995 p. 10)

 

Afferma anche che, spesso in queste discussioni ci sentiamo in disconforto perché siamo stati addestrati, come i cani di Pavlov a rifiutare ogni discussione sulla razza.

Testiamo la teoria di Brimelow sul condizionamento culturale con un paio di grafici di dati. Diciamo ai nostri studenti che noi siamo scienziati dedicati alla causa delle differenze individuali e di gruppo (Fuller & Thompson, 1978; Rowe, 1994).Ogni volta che si osservano differenze fenotipiche tra gruppi si puó fare un'ipotesi scientifica ragionevole che le differenze possano essere causate da differenze ambientali, genetiche o da una combinazione delle due. Elementare.

Adesso osserviamo i dati relativi al test di Brimelow, incluse cinque grafici (qui non mostrate ndt)

 

Il primo grafico prende i dati dalle statistiche demografiche annuali dell' ONU (United Nations, 1994). La variabile qui osservata é il tasso di omicidi per 100.000 persone per alcune nazioni. Questo é un grafico riportante un dato tipico: tra le nazioni industrializzate gli USA soffrono di alto tasso di omicidi. I deterministi ambientalisti (marxisti) hanno molte teorie, alcune complesse e tutte critiche sugli aspetti della societá americana. Spesso ci viene chiesto, per esempio "perché gli scandinavi negli USA commettono omicidi molto di piú che gli scandinavi in Scandinavia ?". La risposta é che semplicemente non é vero. Le premesse alla domanda sono false.

 

Il secondo grafico mostra le stesse nazioni industrializzate europee, principalmente caucasiche (bianche) con il tasso di omicidi comparato con quello dei bianchi in USA. Il risultato é che il tasso di omicidi tra bianchi in USA é identico al Regno Unito, e leggermente inferiore a due nazioni scandinave. Gli USA sono naturalmente una nazione razzialmente differenziata e multiculturale. Comunque la stessa conclusione vista prima era giá stata fatta, con dati da fonti differenti (Taylor, 1994).

 

Il terzo grafico illustra il tasso di omicidi negli USA negli ultimi 22 anni, diviso per razze. Ovviamente significativo, mostra un' enorme differenza distribuita attraverso gli anni (Uniform Crime Reporting Program, 1988).

 

Che piaccia o no esiste un' ipotesi scientifica ragionevole che alcuno, probabilmente la maggior parte, delle differenze nel tasso di omicidi sia causato da differenze genetiche, che, in proporzione variabile possono essere bassa intelligenze, mancanza di empatia, azioni aggressive ed impulsiva mancanza di prevedere le conseguenze delle proprie azioni.

Le nazioni unite hanno molti indici statistici, uno dei quali é lo HDI (Human Development Index) Lo HDI misura una serie di caratteristiche desiderabili come la longevitá, scolaritá, potere d'acquisto, qualitá della vita, ecc. Gli USA figurano quinti al mondo per HDI. Per arrivare alla quinta posizione devi combinare i bianchi USA, che risultano PRIMI, con i negri USA, che risultano TRENTUNESIMI, un livello paragonabile, appunto a nazioni africane (Eisenberg, 1995). E questo dopo piú di una generazione di politiche razziali preferenziali. La posizione nell' HDI é direttamente proporzionale al quoziente d' intelligenza (Herrnstein & Murray, 1994).

Ma torniamo al tasso di omicidi. I deterministi ambientali (marxisti) sembrano generalmente confusi dall' omicidio e la maggior parte delle loro politiche sociali, quando introdotte sembrano peggiorare le cose anziché migliorarle. Naturalmente l'ambiente é importante e le politiche basate sull' ambiente hanno un impatto. Nel 1994 il tasso di omicidi a New Orleans (Louisiana) raggiunse 86.5, mentre a Richmond (Virginia) il tasso di omicidi era di 77.9 i due risultati peggiori degli USA (Perlstein, 1995).

 

Ovviamente i deterministi ambientali non sono benigni, loro non occupano un territorio moralmente alto e non si interessano delle conseguenze delle loro raccomandazioni.

 

Noi possiamo facilmente ed efficacemente prevedere i differenti tassi di omicidio semplicemente considerando la composizione razziale della popolazione.(vedi anche qui) Per esempio nel quarto grafico abbiamo raccolto i dati dei 50 stati degli USA. La semplice correlazione tra tasso di omicidi e percentuale di popolazione negra é r= +0.77. Per i grafici 4 e 5 i tassi di omicidio sono dello US. Department of Justice (1981), mentre le percentuali di popolazione sono del censimento del 1980 (Race, 1981). Non conosco una "variabile ambientale" che possa invalidare questo risultato. Invece dei 50 stati possiamo valutare le 170 cittá degli USA con una popolazione di almeno 100,000 abitanti nel 1980, e troveremo una correlazione tra tasso di omicidi e percentuale di popolazione negra di r=+0.69 (Kleck & Patterson, 1993; Kleck, 1995).

Unicamente a scopo illustrativo il quinto grafico é il tasso di omicidi per stato come nel grafico 4 ma con, inclusi i dati di Washington DC. Come si puó vedere l'alto tasso di omicidi di Washington DC é semplicemente quello che potevamo prevedere, conosciuta la sua composizione di popolazione (vedi anche 101 fatti, ndt)

Potremmo andare avanti ed avanti, ci sono libri pieni di variabili (Baker, 1981, Rushton, 1995) (di Baker v. anche "La realtá della razza" ndt) . Ma questo é abbastanza per concludere il test di Brimelow.

 

Hai una reazione emotiva ? Lo so, tu la hai: Non vuoi nemmeno pensarci su, sei ansioso, agitato, repulso. Posso concludere che tu sia stato profondamente condizionato. Il tabú contro la razza é profondamente radicato. Ma molti dei nostri problemi sociali continuano a peggiorare.

Vorrei concludere con una nota felice e di speranza. Ma cosa dire ? Forse l' ottimistica predizione che nei prossimi 25 anni, quando ci immergeremo nel secondo secolo della rivoluzione darwinista noi scienziati della genetica comportamentale potremo fare per le differenze tra gruppi razziali quello che giá abbiamo compiuto per le differenze evoluzionistiche.

 

Riconoscimenti

Voglio ringraziare Richard Hagan per i suoi commenti sulla prima bozza, Sharon Witting per l' assistenza nella preparazione e Paul M. Hammersten per la sua preziosa assistenza con le fonti.

 

GRAFICI: Figura 1: Tassi di omicidio ogni 100,000 abitanti per le nazioni industrializzate. I dati sono del United Nations Demographic Yearbook, 44°edizione.

GRAFICI:Figura 2: Tassi di omicidio ogni 100,000 abitanti per nazioni varie. La stima per il tasso di bianchi omicidi é la media di 22 anni dal U.S. Uniform Crime Reporting Program (1988), i dati delle altre nazioni sono del United Nations Demographic Yearbook, 44°edizione.

 

GRAFICI: Figure 3. Tassi di omicidio ogni 100,000 abitanti per gli USA, per razza per 22 anni dal 1965 al 1986 .U.S. Department of Justice, Uniform Crime Reporting Program.

GRAFICI: Figure 4. Tassi di omicidio ogni 100,000 abitanti per gli USA, confrontati con la percentuale di popolazione negra nei 50 stati degli USA. I tassi di omicidio sono del U.S. Department of Justice (1981), le percentuali di popolazione sono del censimento del 1980. correlazione r=+0.77.

GRAFICI:Figure 5.Tassi di omicidio ogni 100,000 abitanti per gli USA, confrontati con la percentuale di popolazione negra nei 50 stati degli USA, come in figura4 con i dati di Washington D.C

Fonti

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